Mentre il mondo procedeva con somministrazioni di massa, uno studio fondamentale pubblicato l'11 gennaio 2023 sulla prestigiosa rivista Cell Host & Microbe passava quasi del tutto inosservato. Nonostante le firme autorevoli di David M. Morens, Jeffery K. Taubenberger e Anthony S. Fauci, i grandi media internazionali hanno scelto di non dare risalto a questa analisi che mette in discussione i pilastri della strategia vaccinale globale degli ultimi decenni.
Il limite dei vaccini attuali: un'ammissione tardiva?
L'articolo analizza come l'influenza sia rimasta per decenni la malattia respiratoria più letale nonostante i vaccini. Sorprendentemente, gli autori ammettono che le tecnologie sono rimaste ferme al 1957 e che l'efficacia dei vaccini antinfluenzali è "decisamente subottimale" (tra il 14% e il 60%). Anche sul SARS-CoV-2, lo studio evidenzia carenze strutturali: protezione incompleta e di brevissima durata.
Perché il sistema ha fallito?
Secondo Fauci e colleghi, i virus respiratori sfuggono al controllo per motivi biologici che la narrativa ufficiale ha spesso semplificato:
Assenza di viremia: I virus restano nelle mucose, dove i vaccini sistemici (iniettati) faticano ad arrivare.
Velocità di replicazione: Il virus colpisce e si trasmette prima che il corpo attivi le difese del vaccino.
Tolleranza immunitaria: Il corpo è programmato per non reagire eccessivamente a ciò che respira, un meccanismo che i virus usano a loro favore.
"Un fallimento scientifico e di salute pubblica"
Questa è la definizione testuale usata dagli autori per descrivere i tentativi passati di controllare le epidemie respiratorie con i mezzi attuali. Lo studio invoca la necessità di "pensare fuori dagli schemi", ammettendo implicitamente che la strada percorsa finora è stata un vicolo cieco.
L'articolo originale è consultabile qui:https://www.cell.com/cell-host-microbe/fulltext/S1931-3128(22)00572-8
Considerazioni critiche: Perché questo silenzio?
È inquietante constatare come un'analisi così critica, firmata dall'uomo che ha guidato la strategia pandemica americana, sia stata ignorata dai media generalisti per oltre un anno. Se la scienza stessa ammette che questi strumenti non hanno risolto il problema nonostante miliardi di dosi, perché si è continuato a spingere su una narrativa di efficacia assoluta?
Questo silenzio mediatico è ancora più grave se si considerano i dubbi crescenti sulla sicurezza. Mentre la ricerca parla di "fallimento scientifico", l'opinione pubblica chiede risposte su fenomeni come le morti improvvise e l'insorgenza di patologie aggressive (turbocancri). È possibile che il fallimento di cui parlano gli autori non riguardi solo l'efficacia, ma anche una sottovalutazione dei rischi sistemici legati a somministrazioni così ripetute?
E voi cosa ne pensate? Ritenete che il fatto che questo studio dell'11 gennaio 2023 sia stato ignorato dai media sia una prova di censura? Siete d'accordo che, prima di cercare "nuove generazioni" di vaccini, occorra fare piena luce sui danni causati da quelli attuali?

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