L'Attacco al Risparmio Italiano: La "Trappola Green" e l'Ombra dei Fondi Sovrani sulle Nostre Case

Secondo l'analisi del reporter Franco Fracassi, la transizione ecologica rischierebbe di trasformarsi nel più grande esproprio di ricchezza privata della storia italiana. Nel mirino ci sono le abitazioni delle famiglie, pronte a finire nelle mani della finanza internazionale.

L'Italia è un'anomalia nel panorama economico occidentale, un'anomalia che qualcuno ha deciso di correggere. Siamo il Paese che risparmia di più al mondo, con un patrimonio gigantesco di circa 4.000 miliardi di euro investiti nel "mattone". In Italia ci sono 78 milioni di unità immobiliari e la stragrande maggioranza appartiene alle famiglie. Ma secondo l'ideologia neoliberista, questo accumulo di sicurezza privata è un ostacolo che va rimosso.

Il grimaldello della Transizione Energetica

Come si aggredisce questo risparmio? Attraverso la transizione energetica. I dati parlano chiaro: il patrimonio immobiliare italiano è vetusto. Il 51% delle case è stato costruito prima del 1970 e un altro 31% tra il 1970 e il 1990. Parliamo dell'82% degli edifici che non rientra nei parametri della classe energetica D imposti dall'Europa con la direttiva "Fit for 55".

L'ultimatum è semplice quanto brutale: o si ristruttura, o l'immobile perde drasticamente il suo valore. Tuttavia, l'adeguamento energetico ha un costo stimato tra i 30 e i 60 mila euro per abitazione. Una cifra insostenibile per le fasce più povere della popolazione, che si troveranno nell'impossibilità di difendere il valore del proprio, spesso unico, bene rifugio.

I "Salvatori" interessati: I Fondi Sovrani

È qui che scatta la trappola finanziaria. Mentre le famiglie annaspano, all'orizzonte si profilano 41 fondi sovrani di 32 paesi differenti — dai petrodollari arabi a quelli norvegesi — pronti a investire in Italia la cifra monstre di 4.500 miliardi.

Il meccanismo descritto da Fracassi è inquietante: questi giganti finanziari interverranno offrendo di pagare i lavori di ristrutturazione che i cittadini non possono permettersi. La contropartita? La proprietà dell'immobile. Il cittadino potrà forse rimanere a viverci, ma da inquilino o usufruttuario, mentre la titolarità del bene passerà alla finanza estera.

La fine dell'autonomia nazionale?

Si stanno già comprando pezzi di Milano e Roma, ma l'obiettivo finale sembra essere la sottomissione totale del risparmio italiano. Perdere la casa significa perdere l'ultima barriera di autonomia contro i diktat del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Secondo Fracassi, questa è "una delle ultime frontiere": se i neoliberalisti vinceranno questa partita, gli italiani rimarranno senza nulla in mano, definitivamente servi in casa propria.

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