SE VUOI LA PACE PREPARA LA PACE

Se vuoi la pace, prepara la PACE

Il 16 gennaio 2026, a Taranto, nel suggestivo Salone degli Specchi di Palazzo di Città, si è svolto il convegno promosso dalla A.P.I. Assisi Pax International per opera del Comm. Colonnello Avvocato Nicola Lobosco, Capo della Segreteria Particolare di Presidenza dell' A.P.I., dalla I.S.S.U.P. International School of Study for Universal Peace, e dall’Associazione La Sponda, dedicato alla pace come fondamento di un futuro giusto e sostenibile.

È stato un momento intenso di riflessione e confronto, con relatori esperti e rappresentanti delle istituzioni che hanno condiviso visioni e strumenti concreti per parlare di cooperazione internazionale, valori umani e costruzione della pace, in un mondo attraversato da profonde sfide globali.

La conferenza, moderata da Andrea Chioppa, è  stata aperta da Grazia Chiara A. Fedele dello Staff I.S.S.U.P., poetessa,  addetta alle pubbliche relazioni e mass media, che ha letto un messaggio di Tara Gandhi, presidente onoraria della I.S.S.U.P. (International School of Study for Universal Peace) e nipote del Mahatma Gandhi, a cui è seguito un minuto di silenzio e di unione in nome della pace mondiale, ed a seguire un intenso momento poetico ad opera della stessa.

È seguita la relazione del dottor Domenico Scoglietti, medico e Dirigente Scientifico e Culturale della I.S.S.U.P., fondata dal professor Mario Brunetti oltre sessanta anni fa con l’obiettivo di supportare istituzioni pubbliche e private nella diffusione della cultura della pace. Egli ha posto l’attenzione sulle condizioni sociali in cui vive l’individuo, che dovrebbero essere improntate al benessere e all’uguaglianza su più livelli affinché l’uomo possa avere la possibilità di costruire un mondo di pace. A tal proposito, la I.S.S.U.P. elabora strumenti culturali e attività formative (ad esempio corsi su medicina di pace, pedagogia di pace, economia di pace, turismo ecologico e culturale, ecc.) e promuove attività culturali, artistiche e ricreative di interesse sociale che contribuiscano all’equilibrio e al benessere dell’individuo.

Il professor Giuseppe Simonetti, Vicepresidente Nazionale I.S.S.U.P., ha portato il suo contributo dapprima guidando il pubblico in un esercizio di consapevolezza corporea, compreso nel programma di pedagogia di pace “Scuola in Armonia”, e ricordando come oggi siano fondamentali le competenze trasversali (le cosiddette soft skills), come già stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per un’equilibrata formazione dell’individuo. Si fa riferimento all’empatia, alla gestione dello stress e delle emozioni, all’intelligenza emotiva e sociale, poiché nelle scuole è doloroso constatare che molti bambini, già in giovane età, soffrono di disturbi da stress che si ripercuotono sul benessere personale e relazionale. Il programma “Scuola in Armonia”, messo in atto dalla I.S.S.U.P. negli istituti secondari di primo e secondo grado, permette quindi uno sviluppo armonico della personalità, dando al giovane studente la possibilità di acquisire un metodo utile e semplice da applicare anche a casa.

Pierpaolo Favia, Segretario della Commissione per l’Ecumenismo, il dialogo interreligioso e il Mediterraneo dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, ha riportato alcuni riferimenti alla letteratura profetica e indicato la “giustizia riparativa” come possibile soluzione per il miglioramento dei rapporti umani, favorendo una presa di responsabilità e una maggiore comprensione dell’altro, che portino a recuperare la qualità della vita delle parti in causa e, di riflesso, della società.

Indica come necessaria un’educazione alla pace che, anche attraverso la giustizia riparativa, permetta di recuperare il rapporto tra vittima e offensore, persecutore e perseguitato, per salvare la relazione e uscire da ruoli predeterminati che alimentano solo astio e cattivi sentimenti. Ciò consentirebbe di diminuire l’ansia sociale, il diffuso allarme e quella paura che spesso deriva dall’eco dei reati nei media, permettendo così alla pace di farsi strada. Avere meno paura, afferma il professor Favia, darà meno occasioni di dare ascolto ai motivi di scontro.

Interessante ed attuale l’intervento di Giuseppe Giove, Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri, che ha posto l’attenzione sulla necessaria conversione ecologica in un’ottica di “ecologia di pace”, che passa innanzitutto attraverso il rispetto del territorio, indissolubilmente legato al rispetto dell’individuo e della comunità. La sua relazione è stata anche un racconto di casi emblematici che hanno descritto la condizione critica in cui versano alcuni territori del Tarantino a causa dell’inquinamento.

Presente anche Pierluca Turnone, Direttore del Museo Civico Etnografico di Taranto, con le sue riflessioni filosofico-educative: citando Kant, uno dei filosofi più influenti dell’età moderna, ha dichiarato che per vivere una condizione di pace questa va considerata non solo come ideale, ma anche attraverso garanzie morali e giuridiche che si esplicano in un sistema giuridico e politico capace di garantirne il mantenimento, al fine di instaurare una pace stabile e promuovere il rispetto dei diritti umani.

In collegamento telefonico, la dottoressa Daniela De Feo, medico e Rappresentante Istituzionale della Fondazione La Sponda ETS di Roma, ha concentrato il suo intervento sul benessere della salute femminile come punto cardine di una comunità pacifista: una donna in salute garantisce pace innanzitutto nell’ambiente familiare, essendone la colonna portante. Ciò consente che la stabilità delle donne si trasmetta alle nuove generazioni e al tessuto sociale, creando una rete di supporto e resilienza e una comunità più prospera e pacifica.

Diventano dunque obiettivi da perseguire l’empowerment femminile, la parità di genere e la riduzione delle disuguaglianze. La De Feo ha infine fatto notare che ancora oggi la partecipazione femminile negli enti istituzionali e nei tavoli di pace è troppo bassa e che, per questo, è necessaria una maggiore presenza di donne in ambito istituzionale.

Tra i relatori è intervenuto anche l’ingegnere Marco Liuzzi, della fede Bahà’í, che ha dichiarato come, sebbene si dica che la pace non sia solo assenza di guerra, questa sarebbe comunque un buon punto di partenza. Ha sottolineato come i processi disgregativi siano maggiormente incentivati, ad esempio l’acquisto di armi da parte dei governi, in contrasto con i principi della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce i fondamenti per la pace e la giustizia, tra cui il rifiuto della guerra e l’importanza della cooperazione internazionale. La fede Bahà’í crede in un mondo di pace e giustizia sociale già realizzabile anche attraverso l’istituzione di un organismo mondiale per la risoluzione delle controversie tra le nazioni e l’assunzione della giustizia come principio fondamentale negli affari umani. L’ingegnere Liuzzi ha inoltre sottolineato come la diversità possa essere una ricchezza, principio cardine della fede Bahà’í.

Il presidente del Consiglio Comunale di Taranto, dottor Giovanni Liviano, ha posto l’accento sul senso di comunità e su come oggi si sia diventati insensibili a molte ingiustizie sociali, soprattutto tra i giovani, che tendono a estraniarsi emotivamente e a guardare il mondo con distacco. È necessario, dunque, recuperare quei valori umani dai quali la società moderna ci ha progressivamente anestetizzati.

Sono giunti anche i saluti istituzionali dalla Città di Taranto.

In ultimo, per ordine ma non per importanza, ha chiuso la conferenza l’avvocato colonnello Nicola Lobosco, Segretario di Presidenza di Assisi Pax International, fondata da Padre Gianmaria Polidoro. L’A.P.I. descrive la pace come concetto biblico ed evangelico, pace come ritorno all’Eden e cammino verso il Regno, attraverso gli strumenti spirituali della tradizione cristiana e francescana. La pace, dunque, non è considerata come semplice assenza di guerra né come un’utopia astratta, ma come un cammino concreto di civilizzazione fondato sulle capacità umane e sulla positività dei rapporti umani. Lobosco ha annunciato i principi di Assisi Pax, tra cui: promuovere la pace come modo di vivere basato sull’incontro e sulla solidarietà; creare una pace reale, non solo una temporanea sospensione dei conflitti, ma una cultura di collaborazione e relazioni positive; adottare, come modello operativo e spirituale, la metodologia di San Francesco d’Assisi, che invita a entrare nelle situazioni di conflitto e a operare dall’interno per trasformarle.

La serata è stata inoltre allietata da un intermezzo musicale a cura del maestro Marco Misciagna.

La partecipazione attenta e sentita del pubblico ha infine confermato quanto sia forte il desiderio di costruire insieme una cultura di pace, fondata su consapevolezza, dialogo e benessere interiore.

Chiara Issup






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