Marco Pizzuti a Radio Idea: «Il ridimensionamento dell'Europa e la crisi ucraina nascono da precise strategie geopolitiche d'oltreoceano»


GEOPOLITICA – Torna ai microfoni di Radio Idea il saggista e ricercatore Marco Pizzuti per presentare le tesi del suo libro "Attacco all'Europa" in un'intervista esclusiva condotta da Mario Di Gregorio.

Il vecchio continente sta vivendo una semplice fase di transizione o si trova di fronte a un irreversibile ridimensionamento strategico sullo scacchiere globale? È questa la domanda centrale da cui si snoda l'intensa analisi di Marco Pizzuti. Secondo l'autore, la perdita di centralità economica ed energetica dell'Europa non sarebbe un processo casuale, bensì il risultato di una precisa strategia d'oltreoceano volta a preservare l'egemonia statunitense impedendo la nascita di un forte blocco euro-asiatico.

L'asse Berlino-Mosca e gli interessi statunitensi


Pizzuti richiama le dichiarazioni pubbliche di autorevoli analisti americani, come George Friedman (fondatore di Stratfor), per evidenziare come la priorità strategica di Washington sia da sempre quella di impedire la saldatura tra il capitale e la tecnologia dell'Europa occidentale (specialmente tedesca) e le immense risorse naturali della Russia. In quest'ottica, la rivalità permanente tra i due blocchi si rivela funzionale agli interessi economici e militari americani, a scapito della prosperità dei cittadini europei.

I retroscena della crisi ucraina

L'intervista affronta in modo dettagliato la complessa genesi del conflitto in Ucraina, andando oltre la narrativa mediatica dominante. Pizzuti ripercorre le tappe storiche fondamentali:

  • Le promesse verbali sul non allargamento della Nato a est fatte a Gorbachev dopo la caduta del Muro di Berlino.
  • I fatti di piazza Maidan nel 2014, descritti come un vero e proprio regime change pianificato ed eterodiretto.
  • La composizione del primo governo ucraino post-rivoluzione, caratterizzato da figure chiave prive originariamente della cittadinanza locale e legate ad agenzie di consulenza statunitensi.
  • Le conseguenze sulle popolazioni russofone del Donbass e la successiva reazione militare di Mosca.

Il costo economico per l'Europa

Il quadro tracciato si conclude con una dura riflessione sull'attuale situazione energetica e militare dell'Unione Europea. Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream ha di fatto interrotto l'approvvigionamento a basso costo, costringendo i paesi europei ad acquistare il gas liquefatto americano a prezzi quadruplicati e a investire quote crescenti del PIL nel riarmo bellico.

Un'analisi controcorrente che invita a riflettere sui reali motori della politica internazionale e sulle pesanti ricadute per il nostro continente.

🎧 Ascolta l'intervista integrale: Per approfondire tutti i dettagli e ascoltare le parole di Marco Pizzuti ai nostri microfoni:

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