La raccolta firme per il Disegno di Legge di Iniziativa Popolare "Cieli Blu" ha ufficialmente abbattuto una nuova barriera, superando quota 36.500 firme digitali (il 73% del quorum), a cui si aggiungono le migliaia di cittadini che in queste ore si stanno recando nei Comuni o stanno firmando ai banchetti presidiati dai nostri straordinari volontari.
Eppure, proprio mentre il popolo si sveglia e si unisce, assistiamo al solito, prevedibile fenomeno: il fiorire di opinionisti dell'ultima ora e "puristi della norma" che, con grandi giri pindarici ed esercizi di retorica, invitano a non votare, sostenendo che il testo conterrebbe inesattezze o imperfezioni giuridiche.
Dire "non votate" è un insulto a migliaia di cittadini
Diciamolo chiaramente: sostenere che il DDL Cieli Blu non vada votato significa dire a 36.500 persone, ai volontari e a chi fa la fila nei municipi, che hanno sbagliato tutto. Significa anestetizzare il dissenso.
Ma facciamo un'ipotesi per assurdo. Se anche il testo fosse perfetto, inattaccabile e redatto dai migliori costituzionalisti del mondo, i nostri governanti non avrebbero comunque trovato un pretesto politico per bloccarlo o ignorarlo? La perfezione formale non ha mai fermato il potere quando questo vuole difendere i propri interessi. La forza di una legge di iniziativa popolare non risiede nei cavilli, ma nel peso politico della massa che la sostiene.
Il rischio del blocco a quota 50.000: la trappola della moratoria
Cosa succederebbe se ci fermassimo per inerzia o scetticismo alla soglia minima dei 50.000? Avremmo fallito nel dimostrare la vera forza del popolo. Il rischio reale è che i governanti, vedendo una partecipazione tiepida, creino una loro legge "fatta su misura" — magari una finta moratoria o un regolamento speciale — che con il pretesto di "normare" finisca per autorizzare e legalizzare definitivamente la geoingegneria e la gestione della radiazione solare (SRM).
A quel punto, l'inganno sarebbe servito: ci ritroveremmo costretti a inseguire il sistema, dovendo raccogliere ben 500.000 firme per un difficilissimo referendum abrogativo. Vi sembra una strategia intelligente?
Rompere il blackout informativo e portare il problema in Parlamento
L'obiettivo fondamentale del DDL Cieli Blu è uno solo: costringere il Parlamento ad aprire le porte e parlare del problema. I politici ignorano — o fingono di ignorare — ciò che accade sopra le nostre teste e alla nostra salute per via delle pericolose sostanze che respiriamo. C'è da meravigliarsi che proprio chi conosce a fondo i dettagli tecnici di questa infrastruttura duale (civile e militare) si perda oggi in dispute burocratiche.
L'opinione pubblica generale è impreparata ed è tenuta volutamente all'oscuro perché i media mainstream applicano un sistematico oscuramento, declassando da decenni il dibattito a macchietta e raccontando la favola delle "innocue scie di condensa". Di fronte a questo blackout, l'unica arma è l'azione politica diretta.
Chi attacca il DDL analizzando al microscopio i singoli commi, parlando di oneri della prova o sanzioni, dimentica che una proposta di legge in Parlamento viene discussa, emendata e riscritta nelle commissioni. Il testo di partenza è il grimaldello per scardinare il silenzio, non la sentenza definitiva.
La battaglia continua su Telecolor, Radio Idea e nelle piazze
Noi non inseguiamo le farse e non cerchiamo passerelle. Da svariati anni Telecolor e Radio Idea, grazie alla storica rubrica settimanale del maresciallo Roberto Nuzzo, denunciano la sinergia letale tra la chimica rilasciata in quota (additivi metallo-organici come alluminio, bario e stronzio nei carburanti Jet A-1 e JP-8) e le frequenze elettromagnetiche emesse da terra per il controllo geopolitico e climatico.
Sappiamo benissimo che la battaglia non finirà con il raggiungimento del quorum.
Per questo motivo, l'invito è di superare di gran lunga le 50.000 firme. Più saremo, più il segnale sarà devastante e impossibile da insabbiare.
🗳️ COME UNIRSI ALLA MOBILITAZIONE:
ONLINE (In 1 minuto): Se hai SPID, CIE o la tua Tessera Sanitaria (CNS-TS) attiva con lettore smart card, firma subito sul portale del Ministero della Giustizia: 👉
Clicca qui per firmare il DDL Cieli Blu NEI COMUNI: Recati presso l'ufficio elettorale o la segreteria del tuo Comune di residenza e richiedi i moduli cartacei ufficiali del DDL Cieli Blu.
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Non lasciamoci dividere dai teorici del dissenso passivo. Riprendiamoci il nostro cielo! 🕊️💙
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