Milano, nasce l’alleanza tra Casillo e Puratos: rivoluzione nel mondo della panificazione


A Milano, nello spazio Join Us di via Pompeo Leoni, si è tenuta il 17 aprile una conferenza stampa che segna un passaggio importante per il settore agroalimentare italiano. Protagoniste due realtà di primo piano: Casillo, gruppo italiano leader nella lavorazione del grano, e Puratos Italia, riferimento globale nello sviluppo di ingredienti per panificazione, pasticceria e cioccolato.

Un’alleanza strategica pluriennale che non è solo industriale, ma culturale: mettere insieme tradizione e innovazione senza sacrificare né l’una né l’altra. Un equilibrio che oggi tutti dichiarano, ma pochi riescono davvero a realizzare.

Dopo il saluto iniziale di Pietro Montrone, presidente della scuola di formazione Galbus, sono intervenuti Alberto Molinari, general manager di Puratos Italia, e Francesco Casillo, presidente del gruppo Casillo. A coordinare i lavori il professor Massimiliano Bruni.

Al centro dell’incontro la presentazione di una nuova generazione di ingredienti per il mondo bakery, destinata sia all’artigianato che all’industria. Il cuore dell’innovazione si chiama Altograno, uno sfarinato sviluppato grazie a un processo proprietario basato sulla cosiddetta “lavorazione circolare”.

In parole semplici: recuperare e valorizzare elementi del grano spesso trascurati, come il germe e le fibre, reintegrandoli nel processo produttivo. Il risultato è un prodotto con caratteristiche nutrizionali più equilibrate: meno carboidrati, più proteine, più fibre e una riduzione del glutine.

E qui arriva il punto interessante, quello che fa la differenza rispetto a tante operazioni “di moda”: tutto questo senza ricorrere a scorciatoie come legumi, farine alternative o proteine isolate. Solo grano, lavorato meglio.

Francesco Casillo lo dice senza giri di parole: negli ultimi anni il mercato ha proposto molti prodotti “salutistici” che però hanno perso gusto e identità. L’obiettivo, invece, è opposto: migliorare il profilo nutrizionale mantenendo — se non aumentando — qualità e sapore.

Un lavoro durato quattro anni, con il coinvolgimento di dieci università, che punta a creare una nuova categoria di prodotto accessibile e non di nicchia. Non l’ennesimo alimento per pochi, ma qualcosa destinato a entrare nella quotidianità.

Interessante anche il fronte scientifico: sono in corso studi con Humanitas per verificare gli effetti del prodotto sull’irritabilità intestinale, tema sempre più diffuso anche tra chi non è celiaco ma presenta sensibilità al glutine.

Dal lato Puratos, Alberto Molinari ha sottolineato come l’innovazione sia nel DNA dell’azienda da oltre un secolo. La collaborazione con Casillo nasce proprio da questa logica: individuare tecnologie promettenti e portarle su scala industriale senza snaturarle.

Non manca uno sguardo alla realtà globale: tra crisi geopolitiche e mercati instabili, il settore alimentare è chiamato a essere resiliente. Ma, come osserva Molinari, quando un prodotto è davvero valido, trova comunque spazio.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: fare di Altograno un vero e proprio “ingredient brand”, una piattaforma su cui costruire valore nel tempo.

Il mercato delle farine in Italia, stimato tra 1,3 e 2 miliardi di euro, è sostanzialmente stabile, ma cresce la domanda di prodotti speciali e ad alto contenuto nutrizionale. È qui che si gioca la partita.

Resta una domanda, legittima: questa innovazione riuscirà davvero a entrare nella quotidianità dei panifici e dei consumatori, o resterà confinata tra le buone intenzioni?

La risposta arriverà, come sempre, dal mercato. Ma una cosa è certa: quando tradizione e ricerca si incontrano senza compromessi al ribasso, qualcosa di interessante può nascere davvero.

Leggi anche il servizio a cura della giornalista Anna Mirabile, e qui in cale l'intervista in esclusiva per Radio Idea ed il circuito Airplay:

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